GIURISPRUDENZA

PREVIDENZA SOCIALE – PENSIONE IN GENERE - RICALCOLO PENSIONE – OMESSA COMUNICAZIONE REDDITI ESTERI - – INDEBITO – LIMITI TEMPORALI AL RECUPERO – ESCLUSIONE.

Tribunale Ascoli Piceno 6.11.2018 n. 361, Giud. D’Ecclesia, Mary John (Avv. D.e L.Carbone) c. Inps (Avv. Trovati).

L’omessa od incompleta segnalazione da parte del pensionato di fatti incidenti sulla misura della pensione goduta, consente la ripetibilità delle somme indebitamente percepite, irrilevante la circostanza che l’Inps potesse verificare i redditi del pensionato (nella specie, l’Inps è venuto a conoscenza dei dati reddituali completi del pensionato solo in occasione del ricalcolo della pensione, non avendo il pensionato mai presentato alcuna dichiarazione reddituale all’Inps dalla quale poter desumere la percezione di redditi esteri).

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LAVORO (RAPPORTO) – COMPARTO SANITÀ – DIRITTO AL SERVIZIO DI MENSA – ESCLUSIONE

Tribunale Ascoli Piceno 18.9.2018 n. 298, Giud. Pulini,  Amadio ed altri (Avv. Carbone) c. ASUR Marche (Avv. Viozzi).

Ai sensi dell’art.29 ccnl comparto sanità 20.9.2001, integrative del ccnl 7.4.1999, non spetta ai dipendenti il diritto al servizio di mensa, nè a modalità sostitutive dello stesso, nel caso in cui l’obbligo per l’amministrazione di appartenenza non sia contemplato da apposite previsioni del contratto collettivo integrative.

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Lavoro (Rapporto)

LAVORO E PREVIDENZA (CONTROVERSIE) – INTRODUZIONE CAUSA – CONTEGGIO SPETTANZE LAVORATORE – OMESSA PRODUZIONE – IRRILEVANZA.

Tribunale di Ascoli Piceno 6.12.2018 n. 287, Giud. D’Ecclesia, Ippoliti  (Avv.Falco) c. Gruppo Mangano srl (Avv. D. e L. Carbone).

Ai fini della nullità del ricorso in materia  di lavoro contenente la domanda che abbia per  oggetto spettanze retributive, è irrilevante la mancata formulazione di conteggi analitici o la mancata notificazione, con il ricorso, del conteggio prodotto dal lavoratore.

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LAVORO (RAPPORTO) – LICENZIAMENTI COLLETTIVI – LICENZIAMENTO RITORSIVO – ONERE DELLA PROVA.

Tribunale di Latina 18.10.2018 n. 963, Giud. Avarello, Tizio (Avv.  Panici) c. Caio (Avv. Leggiero).

In tema di licenziamento ritorsivo, il lavoratore deve indicare e provare ex art.2697 cod.civ. i profili specifici da cui desumere l’intento ritorsivo quale motivo unico e determinante del recesso, atteso che in tal caso la doglianza a per oggetto il fatto impeditivo del diritto del datore di lavoro di avvalersi di una giusta causa o di un giustificato motivo, pur formalmente apparenti.

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PREVIDENZA SOCIALE – INFORTUNI SUL LAVORO – MALATTIA PROFESSIONALE – PROVE – DOCUMENTO VALUTAZIONE RISCHI – DVR – VALENZA PROBATORIA – LIMITI.

Corte Appello Ancona 8.11.2018 n. 327, Pres. Cetro, Est. Baldi, Neroni (Avv. Rutili, Bartolini) c. Inail (Avv.Bonadies, D’Ilio).

Il contenuto del Documento di Valutazione rischio (DVR), pur non avendo valenza probatoria decisiva, costituisce un elemento di prova accessoria che, in presenza di dichiarazioni testimoniale in parte contraddittorie, permette, nel caso concreto di attribuire maggior rilievo a quanto riferito dai testi.

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PREVIDENZA SOCIALE – INFORTUNI SUL LAVORO - MALATTIA PROFESSIONALE – ESPOSIZIONE AL RISCHIO E COLLEGAMENTO CON MANSIONI SVOLTE – NECESSITÀ – ONERE DELLA PROVA

Corte Appello Ancona 30.10.2018 n. 331, Pres. Est. Cetro, Salvatori (Avv. Tosi) c. Inail (Avv. Corsalini).

Per il riconoscimento di una malattia professionale  il lavoratore deve fornire la prova dell’esposizione al rischio  ed il collegamento tra le mansioni svolte e le patologie denunciate,non essendo sufficiente enunciare allegazioni generiche  non supportate  da fonti di prova.

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Sentenze, Lavoro (Rapporto)

LAVORO SUBORDINATO – LICENZIAMENTO INDIVIDUALE – LICENZIAMENTO DISCRIMINATORIO – LICENZIAMENTO PER RITORSIONE – DIFFERENZA.

Tribunale di Taranto, decreto 23.9.2017, Giud. Magazzino, Fiom-CGIL (Avv. Del Vecchio) c. Giove srl (Avv. Garofalo).

Nel caso di licenziamento discriminatorio la violazione opera obiettivamente, ovvero in ragione del mero rilievo del trattamento deteriore riservato al lavoratore quale effetto della sua appartenenza ad una specifica categoria protetta, anche a prescindere dalla volontà illecita del datore di lavoro. Nel caso, invece, di licenziamento per ritorsione (o rappresaglia) è necessario che il lavoratore (o la organizzazione sindacale) fornisca idonea prova della sussistenza di un motivo illecito determinante, anche nell’ipotesi in cui risulti la  palese illegittimità del recesso datoriale. 

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Sentenze

DIRITTO SINDACALE – CONDOTTA ANTISINDACALE – ACCORDO INTERCONFEDERALE – LICENZIAMENTO COLLETTIVO - RAPPRESENTANTE SINDACALE – LICENZIAMENTO – NULLA OSTA DEL SINDACATO - NECESSITÀ - LIMITI TEMPORALI.

Tribunale di Taranto, decreto 23.9.2017, Giud. Magazzino, Fiom-CGIL (Avv. Del Vecchio) c. Giove srl (Avv. Garofalo).

In caso di licenziamento di lavoratori che appartengono ad una rappresentanza sindacale aziendale, attuato nell’ambito di un licenziamento collettivo per riduzione di personale, necessita l’apposito nulla osta  del sindacato. Le condotte aziendali consistite nell’aver disposto la immediata efficacia dei licenziamenti, in violazione delle previsioni di cui all’art. 14 dell’accordo interconfederale 18.4.1966, si configurano ex se come antisindacali poiché hanno escluso che il controllo delle organizzazioni sindacali si svolgesse preventivamente rispetto non all’adozione dei provvedimenti bensì alla concreta operatività degli intimati recessi.

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DIRITTO SINDACALE – CONDOTTA ANTISINDACALE – ESTREMI DELLA CONDOTTA ANTISINDACALE.

Tribunale di Taranto, decreto 23.9.2017, Giud. Magazzino, Fiom-CGIL (Avv. Del Vecchio) c. Giove srl (Avv. Garofalo).

Per integrare gli estremi della condotta antisindacale di cui all’art.28 dello statuto dei lavoratori è sufficiente che  il comportamento controverso leda oggettivamente gli interessi collettivi di cui sono portatrici le organizzazioni sindacali, non essendo necessario uno specifico intento lesivo da parte del datore di lavoro.

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PREVIDENZA E ASSISTENZA SOCIALE – CONTRIBUTI E PREMI – AVVISO DI ADDEBITO – OPPOSIZIONE – DICHIARAZIONI DEI LAVORATORI IN SEDE ISPETTIVA – VALENZA PROBATORIA.

Tribunale di Ascoli Piceno 14.9.2018 n. 292, Giud. Pulini,  Fifa Securty srl (Avv. Camaioni) c. Inps (Avv. Trovati).

Non può conferirsi prevalenza alle dichiarazioni rese durante l’accertamento ispettivo  da due lavoratori direttamente interessati alla controversia, allorchè le dichiarazioni  non hanno trovato riscontro in sede istruttoria.

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LAVORO (RAPPORTO) . COMPARTO SANITÀ – SERVIZIO DI MENSA - FASCE ORARIE – IMPOSSIBILITÀ DI FRUIZIONE DEL SERVIZIO MENSA NELLE FASCE ORARIE – EROGAZIONI BUONI PASTO – LEGITTIMITÀ.

Tribunale Ascoli Piceno 18.9.2018 n. 298, Giud. Pulini,  Amadio ed altri (Avv. Carbone) c. ASUR Marche (Avv. Viozzi).

Nell’ambito delle fasce orarie coperte da un servizio mensa già istituito, non sussistono impedimenti all’erogazione di buoni pasto ove il servizio non possa essere fruito in dette fasce orarie per impossibilità dovuta ad impedimenti stabili ed oggettivi, come l’ora finale del turno o l’assegnazione a sedi di lavoro lontane dalla sede della mensa aziendale.

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LAVORO (RAPPORTO) – LAVORO SUBORDINATO IN GENERE - INTERMEDIARIO - RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO – ESCLUSIONE.

Tribunale di Ascoli Piceno 6.12.2018 n. 287, Giud. D’Ecclesia, Ippoliti  (Avv.Falco) c. Gruppo Mangano srl (Avv. D. e L. Carbone).

E’ esclusa la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato nel caso di soggetto che si propone come intermediario e senza alcuna prova sugli elementi tipici del lavoro subordinato (orario di lavoro svolto; mansioni svolte; sottoposizione al potere direttivo e disciplinare, luogo di lavoro, durata del rapporto di lavoro).

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PREVIDENZA E ASSISTENZA SOCIALE – PREVIDENZA DEI LIBERI PROFESSIONISTI - AVVOCATI – PREVIDENZA FORENSE – STRALCIO MINI CARTELLE FINO A 100 EURO – ESCLUSIONE

Tribunale di Roma, decreto 5.3.2019 n. 3665, Giud. Bifano, Cassa Forense (Avv. Tinelli, Ridolfi) c. Agenzia delle Entrate.

La cancellazione automatica dei debiti contributivi inferiori o pari a mille euro affidati per la riscossione all’agente della riscossione, prevista dall’art.4 del d.l. n.119/2018, conv. in l.n.136/2018, non si applica ai crediti contributivi della previdenza forense.

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LAVORO (RAPPORTO) – LICENZIAMENTI COLLETTIVI – AVVIO PROCEDURA DI MOBILITÀ – LETTERA DI AVVIO DELLA PROCEDURA - ASSENZA DELLA POSIZIONE DEL LAVORATOR TRA QUELLE INDICATI NELLA LETTERA DI AVVIA DELLA PROCEDURA – ILLEGITTIMITÀ DEL LICENZIAMENTO.

Tribunale di Latina 18.10.2018 n. 963, Giud. Avarello, Tizio (Avv.  Panici) c. Caio (Avv. Leggiero).

In tema di licenziamento collettivo, il contenuto della lettera di avviso della procedura di mobilità determina e delimita il perimetro entro il quale i lavoratori in esubero devono essere selezionati per la successiva collocazione in mobilità. L’assenza della posizione del lavoratore tra quelle indicate nella lettera di avvio della procedura di mobilità, ai sensi dell’art.4, comma 3, l.n.223/91, rende illegittimo il licenziamento del dipendente, licenziamento da ritenersi ritorsivo in considerazione della palese estraneità del lavoratore alle ragioni addotte per la riduzione del personale.

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Previdenza Sociale

PREVIDENZA SOCIALE – INFORTUNI SUL LAVORO – POSTUMI INVALIDANTI – CRITERI DI CALCOLO.

Corte Appello Ancona 26.10.2018 n. 294, Pres. Cetro, Est. Baldi, Cardinali (Avv. Bamonti) c. Inail (Avv., Bonadies, Ciccola).

In materia di postumi invalidanti da infortunio sul lavoro, nel caso di danni composti, ossia comprensivi di più menomazioni, ai fini della costituzione della rendita l'incidenza della menomazione deve essere valutata complessivamente, in riferimento all'entità del pregiudizio effettivo dell'apparato e della funzione interessata, senza operare la somma delle percentuali relative alle singole menomazioni, in conformità ai criteri applicativi di cui al d.m. 12 luglio 2000.

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Sentenze

PREVIDENZA SOCIALE – CONTRIBUTI – SUBFORNITORE – RESPONSABILITÀ SOLIDALE CON IL COMMITTENTE – SUSSISTENZA.

Tribunale Ascoli Piceno 19.11.2018 n. 304, Giud. Del Curto, Work Service (Avv. D. e L.Carbone) c. Inps (Avv. Trovati).

Nel caso di contratto di subfornitura, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore, al pagamento dei contributi previdenziali e premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto.

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Sentenze, Lavoro (Rapporto)

DIRITTO SINDACALE – CONDOTTA ANTISINDACALE – ESTREMI DELLA CONDOTTA ANTISINDACALE.

Tribunale di Taranto, decreto 23.9.2017, Giud. Magazzino, Fiom-CGIL (Avv. Del Vecchio) c. Giove srl (Avv. Garofalo).

Per integrare gli estremi della condotta antisindacale di cui all’art. 28 dello statuto dei lavoratori è sufficiente che  il comportamento controverso leda oggettivamente gli interessi collettivi di cui sono portatrici le organizzazioni sindacali, non essendo necessario uno specifico intento lesivo da parte del datore di lavoro.

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LAVORO SUBORDINATO – LICENZIAMENTO INDIVIDUALE – LICENZIAMENTO DISCRIMINATORIO – LICENZIAMENTO PER RITORSIONE – DIFFERENZA.

Tribunale di Taranto, decreto 23.9.2017, Giud. Magazzino, Fiom-CGIL (Avv. Del Vecchio) c. Giove srl (Avv. Garofalo).

Nel caso di licenziamento discriminatorio la violazione opera obiettivamente, ovvero in ragione del mero rilievo del trattamento deteriore riservato al lavoratore quale effetto della sua appartenenza ad una specifica categoria protetta, anche a prescindere dalla volontà illecita del datore di lavoro. Nel caso, invece, di licenziamento per ritorsione (o rappresaglia) è necessario che il lavoratore (o la organizzazione sindacale) fornisca idonea prova della sussistenza di un motivo illecito determinante, anche nell’ipotesi in cui risulti la palese illegittimità del recesso datoriale.

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DIRITTO SINDACALE – CONDOTTA ANTISINDACALE – ACCORDO INTERCONFEDERALE – LICENZIAMENTO COLLETTIVO - RAPPRESENTANTE SINDACALE – LICENZIAMENTO – NULLA OSTA DEL SINDACATO - NECESSITÀ - LIMITI TEMPORALI.

Tribunale di Taranto, decreto 23.9.2017, Giud. Magazzino, Fiom-CGIL (Avv. Del Vecchio) c. Giove srl (Avv. Garofalo).

In caso di licenziamento di lavoratori che appartengono ad una rappresentanza sindacale aziendale, attuato nell’ambito di un licenziamento collettivo per riduzione di personale, necessita l’apposito nulla osta  del sindacato. Le condotte aziendali consistite nell’aver disposto la immediata efficacia dei licenziamenti, in violazione delle previsioni di cui all’art.14 dell’accordo interconfederale 18.4.1966, si configurano ex se come antisindacali poiché hanno escluso che  il controllo delle organizzazioni sindacali si svolgesse preventivamente rispetto non all’adozione dei provvedimenti bensì alla concreta operatività degli intimati recessi.

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PREVIDENZA E ASSISTENZA SOCIALE – CONTRIBUTI E PREMI – AVVISO DI ADDEBITO – OPPOSIZIONE – ONERE DELLA PROVA.

Tribunale di Ascoli Piceno 14.9.2018 n. 292, Giud.Pulini,  Fifa Securty srl (Avv. Camaioni) c. Inps (Avv. Trovati).

In tema di riscossione di contributi previdenziali, l'opposizione avverso la cartella esattoriale di pagamento dà luogo ad un giudizio ordinario di cognizione su diritti ed obblighi inerenti al rapporto previdenziale, sicché grava sull'ente previdenziale l'onere di provare i fatti costitutivi della propria pretesa e, nella specie, la natura subordinata del rapporto di lavoro

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